Il decreto Milleproroghe ha confermato anche per il 2026 il blocco degli aumenti delle sanzioni previste dal Codice della Strada. Una buona notizia, soprattutto per il settore dell’autotrasporto, costantemente esposto a controlli e sanzioni durante l’attività operativa.
Stop agli aumenti fino a dicembre 2026
Il blocco riguarda l’adeguamento automatico delle multe all’inflazione (indice FOI) e sarà valido fino al 31 dicembre 2026. Per il momento, quindi, i costi legati alle sanzioni restano quelli già fissati nel biennio 2021–2022.
Tuttavia, si tratta di una sospensione temporanea: l’aumento è solo rimandato, non cancellato.
Il nodo dell’inflazione congelata
Dal 2021 a oggi l’inflazione ha accumulato un +17,5% circa, che potrebbe arrivare a sfiorare il 20% entro la fine del blocco. Se il meccanismo tornerà attivo dal 2027, le multe subiranno un adeguamento importante.
Alcuni esempi:
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Divieto di sosta: da 42 € a circa 49 €
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Accesso ZTL non autorizzato: da 87 € a oltre 100 €
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Superamento dei limiti di velocità: aumenti fino a 4.000 € per le infrazioni più gravi
Perché il blocco è rilevante per l’autotrasporto
Per le imprese di trasporto, questa sospensione è un margine di respiro in un momento di forte pressione economica. Carburanti, pedaggi, manutenzioni e assicurazioni sono già voci pesanti di bilancio. Evitare rincari sulle sanzioni – almeno per ora – consente di contenere una parte del rischio operativo.
Camion e autisti sono spesso soggetti a multe legate a soste tecniche, limiti di velocità, accessi alle ZTL merci e obblighi documentali. Un aumento del 20% sulle sanzioni andrebbe a impattare direttamente i costi di esercizio delle flotte.
Una tregua, ma non una soluzione
Il blocco degli aumenti non risolve il problema: lo posticipa. Alla fine del 2026, se non verrà prorogato ulteriormente, si rischia un adeguamento significativo in un’unica soluzione.
Per questo è importante che aziende e autisti restino vigili, non solo sul rispetto delle regole, ma anche sull’evoluzione normativa.

